Milano Digital week: “Il mio algoritmo? Un gesto artistico 437 trilioni di volte”

Danilo Premoli, a sinistra una schermata parziale dell'opera web

Milano, 18 marzo 2018 – Un’opera d’arte in continua azione che ambisce all’eternità. Sono 27 i caratteri della scritta “il_bello_è_la_luce_del_vero”, ben 437.599.241.673.834.240.000 (437 trilioni) i suoi anagrammi possibili che verranno elaborati da un apposito algoritmo scritto dall’artista e designer Danilo Premoli in linguaggio Php. Quanto tempo ci vorrà per leggerli tutti? Al ritmo di 10 anagrammi diversi ogni 6 secondi, il calcolo è di “8 bilioni di anni”, la risposta. O meglio 8.325.708.555.438 anni. Una lettura iniziata il 15 marzo, primo giorno della Milano Digital Week.

L’installazione web è facilmente raggiungibile con un browser da pc, tablet e smartphone “ma non chiamatela ‘smart’ – ammonisce -l’autore . È un’opera d’arte globale e ipnotica che incolla al video aspettando una parola di senso compiuto nella schermata successiva. Il programma segue lo schema matematico e non si preoccupa del senso finale che restituisce, ma non possiamo escludere che un insieme di lettere casuale significhi qualcosa in una lingua di qualsiasi epoca. D’altronde Calvino raccontava che Dio si chiamava ‘Qfwfq’ e per Galileo la letteratura era ‘accozzamento di caratteri’…”. Caratteri dunque come ‘atomi’ della letteratura, in un rapporto di segno-significato solo in apparenza governato dall’algoritmo. “Il digitale è nel mondo, non è avulso – specifica Premoli -. È un mezzo matematico, non un fine. Il contenuto, anche oggi, deve essere umanistico”. Da qui, la scelta della frase di Sant’Agostino, ispirato da Platone (ma per il greco era il ‘Bene’ a essere fonte di luce): “Un ideale articolo zero della Costituzione per un mondo migliore. Se lavoriamo sulla Verità è per la sicurezza di tutti. La Luce è democratica e non nasconde mai niente, il Bello è garanzia di qualità di vita”. E poi un sogno: “Proiettare questo video in un angolo buio della città per accendere lo spazio e il pensiero delle persone, non solo come arredo urbano”. Nell’attesa, non resta che accendere il pc.

Ma “il_bello_è_la_luce_del_vero”, non è un’eccezione di Premoli per la Milano Digital Week. L’artista e designer milanese, lavora spesso con lettere, caratteri, numeri in quel filone definito poesia visuale: “Lavoro sugli atomi della letteratura”, spiega. Come nell’istallazione dedicata a ‘Dottor Jackyll e mister Hyde’. in ‘Virtualità reale’ la sfida è invece il tentativo di far vivere il virtuale nel concreto, attraverso ad esempio l’estensione dei nomi dei file. Ancora, il dialogo come fonte di conoscenza anche tra persone e cose come avviene nella società cibernetica ne ‘La scuola di Atene 2.0’” e sul rapporto segno-significato in ‘Tutto non è tutto’.
Daniele Monaco
daniele.monaco@polismedia.it