Milano sotterranea: viaggio nelle rogge nascoste dell’Arena

L'Arena civica di Milano
Lo Scam in zona Darsena-Olona prima della riqualificazione
Lo Scam in zona Darsena-Olona prima della riqualificazione

Milano, 3 aprile 2018 – Esplorare la Milano sotterranea per camminare attraverso i secoli della Storia: l’attività degli speleologi porta alla luce una possibile e inattesa risorsa in più per la cultura cittadina. Sono le rogge nascoste dell’Arena civica, esistenti da 600 anni, utilizzate una volta per allagare l’anfiteatro napoleonico e prima ancora il fossato del Castello sforzesco. A guidarci fra i cunicoli sono stati gli esperti: Gianluca Padovan, 59 anni, da 35 speleologo, e Ippolito Edmondo Ferrario, scrittore. 

Fondatore nell’84 dell’associazione Scam (Speleologia cavità artificiali Milano), Padovan è autore di 11 libri. Con Ferrario, 42 anni, ha riportato le sue esplorazioni in “Milano esoterica” e “Milano sotterranea” (Newton & Compton). A breve in uscita: “Alla scoperta di Milano sotterranea”. “Nel 1888 l’attuale Municipio 1 era attraversato da 156 chilometri di canali”, osserva Padovan. Di questi, ne abbiamo percorso circa 100 metri nel parco Sempione camminando sottoterra a una profondità di circa tre metri.

Milano sotterranea: percorrendo la roggia Castello

L’entrata è un tombino all’interno dell’Arena, vicino alla porta sud. Una volta oltrepassato inchinandoci un basamento di pietra, ci siamo ritrovati al buio nella roggia Castello, tombata dagli anni ’30 con una volta a botte in mattoni. Guidati da un vero investigatore come Padovan, alla luce delle lanterne, riconosciamo i mattoni in granito bugnato provenienti dalle fortificazioni di porta Tenaglia, progettate da Cesare Cesariano, resistenti all’acqua. All’esterno, il Genio militare guidato dall’architetto Luigi Canonica, utilizzò invece il Ceppo d’Adda dalle mura spagnole. Nel fango depositato dalle acque pluviali troviamo persino dadi in gesso, gettati nei chiusini. Una volta infatti il parco Sempione era pieno di bische clandestine. Cento metri dopo la confluenza con la roggia Rigosella il percorso si interrompe a una strettoia, ma secondo lo speleologo sarebbe possibile tuttora raggiungere il Castello nonostante altri ostacoli imprevisti.

Milano sotterranea: gallerie e stanze segrete

Non sarebbe l’unico percorso sotterraneo collegato alla fortezza meneghina. “Una galleria segreta dal Castello Sforzesco a Santa Maria delle Grazie. Leggenda popolare? Secondo me ha un fondo di verità”. Padovan ha studiato in modo scientifico “quella che potremmo chiamare ‘Galleria dei Cavalieri’. Un percorso nascosto sotto la fortezza alto 3,5 metri”, racconta.

Una galleria sotto il Castello?
“È a 11 metri di profondità (la rocca è 124,2 metri sldm). Possibile che fosse per un grande dignitario a cavallo, accompagnato da alabardieri e lancieri. Si interrompe a 50 metri fuori dalla fortezza, contro il muro di un locale in uso a Mm”.

Lei è stato il primo a scendere?
“Nel ‘27 vi scese Achille Bertarelli con un gruppo. Scoprirono una stanza, con un teschio disegnato sul muro, i dadi da gioco e la scritta ‘Loggia del Gran Can’. Segno della malavita. Poi, solo l’attenzione di qualche banda di ladri”.

E il passaggio per Santa Maria delle Grazie?
“Monsignor Luigi Crivelli disse che i suoi tesori ‘sono tre: la basilica, l’affresco di Leonardo e il passaggio segreto che in questo secolo nessuno ha mai visto’. Purtroppo lo scantinato della chiesa era colmo di detriti. Impossibile cercare passaggi o tamponature nel muro”.

Le chiese sono ricche di segreti?
“A San Marco una botola nella navata destra porta a una stanza nascosta – spiega Ferrario -. Il sagrestano ci fece entrare tirando un filo di ferro sull’altarino con la statua della Madonna. Si scende per 7 metri e mezzo, in un nascondiglio per arredi sacri o persone. C’è un principio di scala a pioli di pietra infissi nel terreno, segno di un probabile secondo livello”.

Come nei film…
“Nel putridarium di San Bernardino alle Ossa abbiamo trovato tibie e teschi. I frati disciplini deponevano i confratelli morti sui sedili di pietra lasciando che si decomponessero perdendo i liquidi”.

Ci sono segreti anche in periferia?
“In Chiesa Rossa c’è un locale di epoca longobarda costruito su un tempio romano dedicato a Diana Nemorense. Baggio invece rivela una storia antichissima di ‘posto di guardia’ celta. In fondo a via Forze Armate si trovano ancora i locali dove soggiornò il Barbarossa durante l’assedio”.

Milano sotterranea: lo studio sulle rogge dell’Arena

A riscoprire le rogge nascoste dell’Arena civica è stato uno studio del laboratorio didattico di Conservazione delle architetture complesse del Politecnico guidato dai professori Elisa Garavaglia, Maria Cristina Giambruno e Franco Guzzetti. L’analisi della struttura era finalizzata a valorizzare le gradinate sud, ipotizzando l’apertura di negozi ed esercizi pubblici, uno spunto lanciato dall’assessore Roberta Guaineri su richiesta dei docenti. L’ipotesi più accreditata è che la struttura esterna sia costituita da un terrapieno, ma nell’ambito dell’analisi sotterranea si è reso necessario il sopralluogo degli speleologi. L’idea di riaprire la roggia trova l’interesse dello stesso direttore dell’Arena, Edgardo Tezzon. Intanto, il Politecnico consegnerà al Comune i risultati dello studio.
Daniele Monaco
daniele.monaco@polismedia.it