Il metodo Don Mazzi: “Rogoredo? Non c’è solo il boschetto della droga”

Exodus, la sede centrale dell'associazione al parco Lambro

Milano, 5 gennaio 2018 – “Mi ricordo quando all’istituto tecnico Molinari mi sputavano addosso, negli anni ’80. E ancora oggi mi raggela il sangue vedere ragazzini persino più piccoli, di 14 anni, scambiarsi la ‘roba’ al boschetto della droga di Rogoredo“. Un impegno lungo una vita nella battaglia contro la tossicodipendenza fra i giovani, quello di don Antonio Mazzi, 88 anni. Il fondatore della comunità Exodus risponde al telefono con la consueta energia ma non nasconde un velo di amarezza sul caso Rogoredo. “Sono meravigliato che dopo anni di battaglie al parco Lambro nessun assessore del Comune di Milano ci abbia chiamato per iniziare insieme un lavoro a Rogoredo”. Con il blitz di Natale sono stati dieci gli interventi dei carabinieri nel corso del 2017.

Boschetto della droga: ci pensa Italia Nostra

Il boschetto della droga di Rogoredo diviso in lotti
Il boschetto della droga di Rogoredo si estende dal parco Cassinis alla tangenziale

A luglio il Comune ha dato l’area di 650mila metri quadrati in gestione a Italia Nostra, fino al 2022, fornendo un contributo complessivo di 950mila euro. Il recupero prevede pulizia dei terreni, presidio fisico, creazione di percorsi, recinzioni, protezione e censimento di fauna e flora. Il punto chiave, spiega l’amministrazione “sarà il dialogo con la cittadinanza, attraverso attività organizzate, eventi,  incontri e il coinvolgimento di risorse volontarie per operare in prima linea”. E fra le attività del quinquennio “organizzazione di giornate di volontariato, visite guidate e incontri pubblici”.

Don Mazzi: “Rogoredo quartiere da coinvolgere”

D: Don Mazzi, di cosa non è convinto?
R: “Lì non è solo un problema di pulizia ambientale, ma più generale. Bisogna capire come è nato il fenomeno, cosa c’è dietro, chi lo alimenta. Ammetto che non conosco fino in fondo il quartiere ma Rogoredo non è solo il parco. Ci sono anche la stazione, il mercato e un intero quartiere popoloso e interessante che va capito, interpretato e coinvolto. Finora, per quanto leggo e sento, vedo solo accenni in questo senso, ma niente di impegnativo”.

D: Lei parla in base alla sua lunga esperienza in materia…
R: “Facemmo così negli anni Ottanta a Lambrate, zona che aveva una sua fisionomia precisa. Forse ci si è dimenticati in quali condizioni era allora il parco Lambro. Al confronto quello che vediamo oggi al boschetto della droga è solo un decimo. Per questo mi meraviglia che non siamo stati chiamati da un assessore del Comune. Eppure ad aprile sono stato lì con la stampa e le altre associazioni. Il sindaco convochi noi che siamo del mestiere, insieme ai sindacati, le Acli, le associazioni di quartiere, le Università e le forze dell’ordine”.

D: Una dose di eroina a 5 euro. Che strategia c’è dietro secondo lei?
R: “Quando vuoi far partire un traffico è sempre così. Ce n’è tanta, costa poco e oggi la comprano persino i ragazzini delle scuole medie. Il fenomeno è profondamente diverso rispetto 30 anni fa. Allora era il dramma dell’emarginazione totale dei venti-trentenni ed era nato come un fenomeno para-politico di contestazione. Proprio al parco Lambro si era svolto negli anni Settanta il festival del Re Nudo. Adesso ci sono il gioco o l’amicizia sbagliata. Il capriccio e basta”.

D: Quale fu il metodo utilizzato allora?
R: “Coinvolgemmo i 2mila operai della Rizzoli, i sindacati, le Acli di quartiere, le Mamme coraggio, le scuole. Andavo a parlare nel vicino istituto tecnico Molinari e la gente, quei giovani, mi sputavano addosso. Abbiamo iniziato a presidiare il parco organizzando concerti, sport e altre attività sane. Fino a farli sparire tutti”.

D: Insomma, avete acceso i riflettori sul Parco Lambro.
R: “In tutti i sensi, anche perché abbiamo ottenuto l’installazione di lampioni ad altezze diverse per ottenere una illuminazione migliore al di sotto delle fronde degli alberi”.

Siringhe in un tronco al parco Lambro
Siringhe in un tronco al parco Lambro

D: Eppure recentemente sono spuntate di nuovo alcune siringhe al parco Lambro… (LEGGI)
R: “E’ vero, noi di Exodus controlliamo, ci siamo accorti che è tornata e ci stiamo domandando cosa vuol dire. I vecchi ‘tossiconi’, quelli che escono di galera o dalle comunità, qualche volta tornano a ‘farsi’. Ma sono una piccola parte rispetto a quello che gira e a volte non capiamo nemmeno che tipo di droga stiano utilizzando i giovani“.

D: Si spieghi meglio.
R: “Quello che mi preoccupa di più sono le droghe chimiche. Prima venivano dalla Francia e dalla Svizzera a ‘bucarsi’ al parco ma sa, c’è sempre il ‘complesso della siringa’ e ora si preparano la dose in casa, bevono del whisky e sono già ‘fatti’. Ripeto, ieri a scuola la trasgressione era la ‘firma falsa’ o la prima sigaretta. Oggi invece gli adolescenti provano la droga per ‘gioco’ e bastano i classici 30 euro di mancia settimanale per prendersi una dose. E poi ci sono il bullismo, l’alcool, il gioco d’azzardo… Non è solo a Rogoredo il problema dei giovani”.

D: Ne ha visto qualcuno quando è andato lì?
R: “Sì. E’ sconvolgente vedere quei ragazzini di non più di 14 anni andare a scambiare droga. Fa venire la pelle d’oca”.

D: Cosa farebbe lei per aiutare i giovani di oggi?
T: “Bisognerebbe aprire un tavolo per una riflessione cittadina a partire sin dalle scuole medie per arrivare fino alle università. Non possiamo preparare gli insegnanti di oggi con i metodi di ieri. E poi serve la presenza degli adulti, dei genitori. Le famiglie sono più permissive. Non sono ‘peggiori’ rispetto a una volta, ma sanno meno dire di ‘no’. Soprattutto a Milano, dove i soldi non mancano”.
Daniele Monaco
daniele.monaco@polismedia.it

One comment

  1. È vero l’amministrazione comunale non fa abbastanza ma colpevole è anche l’inerzia delle forze dell’ordine che comandati della Prefettura effettuano saltuarie e sporadiche azioni di pulizia che non portano a nulla se non un minimo disturbo agli spacciatori, nel giorno in cui vengono effettuate. La sera stessa tutto ritorna nella normalità. Occorre una presenza costante e vigile delle Forze dell’ordine, presidi e indagini approfondite, unita a una attività di riqualificazione dei luoghi!

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