Moschea a Milano: dove, come e perché costruirla. Motivi del “sì” e rischi del “no”

Una moschea a Milano

Milano, 6 aprile 2017 – Moschea a Milano: questione di dignità, democrazia e sicurezza. Sono questi i tre concetti principali a favore della costruzione dei luoghi di culto islamici che dovrà avvenire, in città come nel resto della Lombardia, nel rispetto della legge regionale “antimoschee” emendata dalla Corte costituzionale. Se ne è parlato, a freddo rispetto alle emergenze di cronaca, in un convegno nell’auditorium dell’istituto tecnico Molinari in via Crescenzago, mercoledì sera 5 aprile, con il vicesindaco Anna Scavuzzo, il vescovo emerito di Lugano, Piergiacomo Grampa e il giornalista, analista politico Paolo Gonzaga. Il dibattito, aperto alla cittadinanza, si è concentrato sul rispetto dell’identità sia di chi ospita, sia di chi è ospitato e sulla paura che questa venga messa in discussione.

Moschea a Milano: lo stato dell’arte

Saltato il bando di assegnazione delle tre aree individuate in via Esterle, Marignano e PalaSharp ora il Comune sta elaborando un “piano delle attrezzature religiose”. L’obiettivo del documento sarà di fornire indicazioni in senso urbanistico sulla costruzione di nuovi luoghi di culto. Individuati i bisogni del territorio, la palla è passata agli uffici tecnici che dopo aver elaborato la bozza presenteranno al Consiglio comunale la proposta di piano.

Pericolo wahabita

Il giornalista Paolo Gonzaga, esperto di storia dell’Islam, ha rimarcato la tradizione tollerante di questa religione ed è stato molto chiaro: “Il wahabismo sorto in Arabia Saudita dopo il ’79 in competizione con l’Iran sciita ha portato un’islamizzazione con un tipo di lettura letterale. Ha svolto una funzione molto grave, come un cancro dell’Islam, negando la sua vera tradizione pluralista. Bisogna fare molta attenzione ai fondi provenienti dalle zone del Golfo, che oltre al denaro potrebbero inviare radicalisti islamici. Meglio invece i mini finanziamenti locali. Servirebbe inoltre avere delle moschee con dei responsabili per potervi dialogare”.

MOSCHEA: i motivi del “SI” MOSCHEA: i rischi del “NO”
DIGNITA‘: Consentire la costruzione di moschee in città assicurerebbe la dignità del luogo di culto frequentato da persone che lavorano, hanno figli in Italia e che hanno un bisogno spirituale da esprimere al pari di un senso di cittadinanza italiana ISOLAMENTO: Rendere impossibile la costruzione di moschee favorisce solo situazioni di abusivismo, continua irregolarità e l’insorgere di stili di vita da “apartheid”
DEMOCRAZIA: La Costituzione garantisce la libertà religiosa. Rendere pratico questo principio è l’affermazione di una democrazia occidentale che si difende attraverso una pratica in linea con i propri valori fondativi INTOLLERANZA: Ostacolare la costruzione di luoghi di culto in un libero Stato darebbe l’assist a chi propaganda il radicalismo nella società civile e l’integralismo delle leggi del Corano con la Costituzione: la shaaria
SICUREZZA: L’amministrazione pubblica ha l’occasione di controllare il sorgere di piccole moschee di quartiere, autofinanziate dalla comunità e gestite da un responsabile cui fare riferimento, dove si predichi in italiano ZONA GRIGIA: Negativa la scelta di un’unica grande moschea, che potrebbe attirare finanziamenti e predicatori da ambienti estremisti, soprattutto wahabiti della zona del Golfo

Il caso svizzero

Monsignor Piergiacomo Grampa da Castel San Pietro, vescovo di Lugano nel periodo 2003-13, ha elencato i 10 punti elaborati nel 2009 in occasione del referendum svizzero. L’esito del voto fu favorevole all’inserimento nella Costituzione di una nuova norma contro la costruzione di minareti sul territorio elvetico.

“C’erano già 350 moschee – ha spiegato -, ma il problema erano i minareti. L’opposizione nacque nei cantoni tedeschi, benché solo 4 minareti esistono in Svizzera. La propaganda fu efficace e portò all’imposizione del divieto”. In quell’occasione però Grampa si oppose scrivendo una lettera decalogo con i motivi per cui non bisogna temere i minareti.

L’APPROFONDIMENTO – Leggi il decalogo del vescovo pro-minareti [CLICCA QUI] ->